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igea marina la storia

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La leggenda vuole che il nome Bellaria sia dovuto ad una esclamazione di Papa Gregorio XII che nel 1414, ospite di Carlo Malatesta, affacciandosi alla finestra del palazzo dopo aver lungamente aspirato l'aria balsamica proveniente dal mare e dalle verdi e lussureggianti boscaglie avrebbe esclamato, con gran sollievo: “Oh, che bell'aere” dando così il nome alla località. In verità il nome di Bellaria è anteriore a questa epoca; una residenza fortificata nella zona vicina alla chiesa di S.Margherita a Bellaria Monte viene infatti già menzionata "Bellaere" in un testamento dei Malatesta nel 1311.

Di quei tempi in bilico tra storia e leggenda erano anche le temute incursioni dei pirati "saraceni" e la Torre Saracena, perfettamente conservata e simbolo della città nello stemma comunale, rappresenta testimonianza di una delle tante torri di guardia situate sulla costa romagnola.

Il Castello Benelli e Villa Torlonia sono invece esempi più recenti dei palazzi in cui vivevano all'epoca le famiglie più ricche ed importanti.

Igea Marina porta il nome di Igea, figlia di Asclepio, dea greca simbolo di salute e benessere in onore delle virtù terapeutiche dell'acqua e dell'aria di mare. Fu così battezzata nel 1905 da Vittorio Belli, medico e studioso di botanica, che iniziò l’opera di urbanizzazione del tratto di dune sabbiose che andava dalla sponda destra del fiume Uso fino a Torre Pedrera. L'intento era quello di creare un villaggio per vacanze razionalmente disposto ed immerso nel verde e lui stesso piantò migliaia di pinoli per la realizzazione di una folta pineta. Ancora oggi il tessuto urbano ortogonale di Igea Marina ricalca quello progettato dal suo fondatore e le strade portano gli originari nomi dei poeti e filosofi classici latini.

Nei primi decenni del '900, con l'affermarsi in Italia ed in Europa della “moda dei bagni” e con la scoperta delle virtù terapeutiche dell'acqua e dell'aria di mare, molte famiglie facoltose delle città del nord, i "signori" come venivano chiamati dagli abitanti del luogo, cominciarono ad arrivare, perlopiù in treno ed a trascorrere le vacanze nelle casette affittate dai pescatori che durante il periodo estivo si trasferivano in capanni di legno. Non mancavano però esponenti dell' agiata aristocrazia del tempo, che con la servitù al seguito ed i bauli zeppi di vestiti, sceglievano di trascorrere il loro soggiorno in splendide villette in affitto o di proprietà che si possono ancora ammirare ai giorni nostri. Gli abitanti del luogo iniziarono quindi a realizzare quelle attività e quei servizi che completavano l'accoglienza e la vita di spiaggia e soprattutto ad ampliare le strutture ricettive.

 

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